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Tetti in legno. Tipologie, stratigrafie ed errori da evitare nella progettazione

Tetto in legno bianco
Tetti in legno. Tipologie, stratigrafie ed errori da evitare nella progettazione

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I perché che determinano la costruzione di un tetto in legno possono essere di diversa natura, tra cui il clima, le esigenze estetiche e la destinazione d’uso dell’edificio.

Tetto piano, tetto inclinato, tetto in legno ventilato: esistono varie tipologie di coperture ma cosa le differenzia davvero, come devono essere le stratigrafie e quali sono gli errori da evitare nella progettazione di un tetto in legno?

In questo articolo, approfondiamo i tipi di tetti in legno disponibili a oggi, le stratigrafie a essi collegati e la loro importanza, analizzando nel dettaglio come viene realizzato un tetto in legno a regola d’arte, con gli errori da evitare nella scelta del progetto e del fornitore a cui affidarsi. 

Quanti tipi di tetti in legno esistono e quale scegliere?

Partiamo dalla domanda più frequente e che è alla base delle successive considerazioni sui tetti in legno.

Per funzionalità, applicazione e casistiche, possiamo distinguere 5 tipologie principali:

Partiamo dalla domanda più frequente e che è alla base delle successive considerazioni sui tetti in legno.

Per funzionalità, applicazione e casistiche, possiamo distinguere 5 tipologie principali:

1. Tetto piano in legno

Tetto in legno piano

Il tetto piano in legno rappresenta la soluzione ecologica e ad alte prestazioni di questa opzione, spesso erroneamente associata alla sola versione in cemento o acciaio.

Questo tipo di copertura in legno viene spesso utilizzata in edifici a basso consumo energetico e nelle costruzioni con tetti verdi.

Un dettaglio molto importante da tenere in considerazione è che i materiali lignei hanno bisogno di umidità controllata.

Proprio perchè il tetto in legno piano non può essere ventilato, è necessaria un’attenta progettazione e bisogna individuare i prodotti giusti per evitare marcescenze ed errori che possono provocare danni irreparabili in futuro.

2. Tetto in legno inclinato semplice o a falda singola

Il tetto in legno inclinato semplice o a falda singola è caratterizzato da una sola pendenza che permette un drenaggio efficace dell’acqua piovana.

Questa soluzione è spesso adottata per edifici moderni e strutture secondarie come garage e annessi agricoli.

La sua costruzione prevede un’ossatura portante in legno coperta con isolante termico, al quale seguono una barriera impermeabile e il manto di copertura, che può essere realizzato con tegole, coppi o lamiere.

Per questa tipologia di tetto in legno è altamente consigliata la ventilazione. 

3. Tetto in legno a due falde

Il tetto in legno a due falde è una delle soluzioni più diffuse, in particolare nelle abitazioni residenziali.

La sua forma simmetrica permette di distribuire uniformemente i carichi e garantisce un’eccellente resistenza agli agenti atmosferici.

La costruzione di questo tipo di tetto prevede una struttura portante in legno sulla quale vengono posizionati l’isolante termico, una membrana traspirante e infine il manto di copertura.

Anche in questo caso, la soluzione del tetto in legno ventilato è la più indicata per la tipologia a due falde. 

4. Tetto in legno a padiglione o multifalda

Questa tipologia di tetto in legno è composta da più falde inclinate che convergono in un punto centrale.

Il tetto in legno a padiglione o multifalda è un vero e proprio tetto d’arredo.

Viene utilizzato soprattutto in edifici di grandi dimensioni o in ville di prestigio, poiché offre un aspetto elegante e una distribuzione equilibrata dei carichi strutturali.

La costruzione di un tetto in legno di questo tipo richiede un’attenta progettazione per garantire la perfetta unione delle diverse falde e un corretto isolamento termico.

5. Tetto in legno a mansarda

Il tetto in legno a mansarda, noto anche come tetto in legno alla francese, è progettato con falde spezzate che consentono di aumentare il volume abitabile sotto la copertura.

Questa soluzione è particolarmente vantaggiosa per chi desidera sfruttare lo spazio sottotetto, creando ambienti vivibili come camere da letto o studi.

La costruzione di un tetto a mansarda prevede una stratificazione specifica, che assicura isolamento termico e ventilazione adeguata.

Stratigrafia: com’è fatta la struttura di un tetto in legno?

La stratigrafia di un tetto in legno è essenziale per garantire il comfort abitativo, la protezione dagli agenti atmosferici e un’adeguata efficienza energetica.

Ma come deve essere fatta per non incorrere in errori? Vediamo le tipologie più utilizzate:

1. Stratigrafia per tetto in legno ventilato

Un tetto in legno ventilato è progettato per garantire una circolazione d’aria tra l’isolante e il manto di copertura.

Questo sistema aiuta a dissipare il calore in estate e a prevenire la formazione di condensa in inverno. La stratigrafia tipica include:

  • Struttura portante in legno
  • Guaina a diffusione vapore per evitare la formazione di umidità
  • Isolante termico che può essere all’occorrenza

– in materiale naturale come fibra di legno o lana di roccia
– in materiale sintetico come polistirene o poliuretano

Per ovvie ragioni, nella realizzazione di una copertura in legno – soprattutto a falde – si privilegia l’impiego di isolanti di tipo naturale.

  • Camera di ventilazione per favorire il passaggio dell’aria
  • Manto di copertura che può essere realizzato con tegole, coppi o lamiere.

2. Stratigrafia per tetto in legno non ventilato

Nei tetti in legno non ventilati, l’isolante è posizionato direttamente sotto il manto di copertura, senza un’intercapedine d’aria.

Questa soluzione è generalmente più economica, ma richiede un’attenzione particolare nella gestione della condensa ed è sconsigliata proprio a causa dell’alto rischio a fronte di vantaggi minimi.

In questo caso la stratigrafia prevede:

  • Struttura portante in legno
  • Guaina a diffusione vapore
  • Isolante termico ad alta densità
  • Membrana impermeabilizzante
  • Manto di copertura

3. Stratigrafia per tetto verde in legno

I tetti verdi in legno, sempre più diffusi nelle costruzioni sostenibili, permettono di migliorare l’isolamento termico e ridurre il deflusso delle acque meteoriche.

La loro stratigrafia prevede:

  • Struttura portante in legno
  • Guaina a diffusione vapore
  • Isolante termico
  • Membrana impermeabilizzante
  • Strato drenante per la gestione dell’acqua
  • Substrato vegetale per la crescita delle piante

7 errori da evitare nella progettazione e costruzione di un tetto in legno

Progettazione Vibrobloc

Come dicevamo, la scelta della stratigrafia del tetto in legno deve essere fatta con attenzione per evitare problemi che possono compromettere le prestazioni del tetto in legno.

Gli errori più frequenti che si possono commettere in fase di progettazione e costruzione sono:

1. Mancata ventilazione nei tetti in legno inclinati e a falde

Un errore comune è non prevedere una camera di ventilazione nei tetti in legno inclinati e a falde.

Questo può portare a problemi di surriscaldamento in estate e alla formazione di condensa in inverno causando, prima marcescenze all’ interno del pacchetto e successivamente alla struttura portante.

In genere per questi danni quando sono visibili è ormai troppo tardi per porvi rimedio.

2. Errata scelta dell’isolante termico

L’utilizzo di un isolante non adeguato al clima o alle esigenze dell’edificio può ridurre l’efficienza energetica del tetto.

Ad esempio: materiali poco traspiranti possono trattenere l’umidità, mentre isolanti con bassa resistenza termica non garantiscono un adeguato comfort.

3. Assenza o errata posa della barriera al vapore

Una guaina diffusione vapore mal posizionata o assente può favorire l’accumulo di umidità all’interno della stratigrafia, aumentando il rischio di muffe e marcescenza del legno.

È fondamentale posizionarla correttamente per proteggere la struttura. 

4. Impermeabilizzazione insufficiente

Un manto impermeabilizzante di scarsa qualità o posato in modo errato può causare infiltrazioni d’acqua, con conseguenti danni alla struttura e riduzione della vita utile del tetto.

5. Errore nella stratigrafia del tetto verde in legno

Nei tetti verdi in legno, una stratigrafia mal progettata può portare a ristagni d’acqua o a una crescita vegetale insufficiente.

È essenziale prevedere un buon sistema drenante e scegliere substrati adeguati alla vegetazione.

6. Sottovalutare il clima

Ogni tetto in legno deve essere progettato tenendo conto delle condizioni climatiche locali.

Un tetto non adeguato a un’area con abbondanti precipitazioni o forti escursioni termiche può rapidamente deteriorarsi.

7. Affidarsi a operatori non seri, che usano materiali scadenti o forniscono una posa non professionale

Definire la tipologia di tetto in legno e la stratigrafia più adatta alle proprie esigenze è un passo fondamentale per garantire durata, efficienza energetica e comfort abitativo.

Ogni progetto ha infatti caratteristiche specifiche e peculiarità che devono essere valutate attentamente.

L’uso di materiali di bassa qualità o un’installazione eseguita senza competenze adeguate può compromettere l’intera struttura del tetto, portando a costose riparazioni nel tempo.

Scegliere una squadra di professionisti esperti può quindi fare la differenza per ottenere una soluzione ottimale.

In Vibrobloc siamo a tua disposizione per valutare quale tipo di tetto in legno sia più adatto al tuo edificio, con una consulenza personalizzata su ogni fase della progettazione e costruzione.